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Cherry Docs PDF Stampa E-mail
Scritto da boka   
Tuesday 22 January 2008

cherry docs

SEGNALI DI ASCOLTO un avvocato ebreo e un naziskin: un caso di xenofobia
COMPAGNIA ALTRARTE – ROMA
CHERRY DOCS di David Gow
regia di Antonio Serrano con Antonio Bonanotte Alessandro Gruttadauria
scene Stefania Ponselé costumi Antonella D’Orsi Massimo musiche originali Flavio Mainella

Fino al 27 Gennaio alla Casa delle Culture
Via di S. Crisogono 45 - roma Vedi Mappa

È un testa a testa, un gioco a due voci, che si intrecciano. Quella del giovane skin head accusato dell’omicidio di un pakistano, e quella dell’avvocato chiamato a difenderlo. Le “cherry docs” del titolo sono gli anfibi “da battaglia” del giovane Mike. Il dettaglio che fa la differenza, la chiave di lettura del dramma, è la fede ebrea del suo avvocato d’ufficio Danny.

A partire da quella chiave, la melodia si sviluppa a ritmo di jazz, e le due voci, dissonanti all’inizio, pian piano si accordano e avvicinano su note armoniche.

Sette giorni, sette scene, sette momenti che raccontano storie vere e costringono i protagonisti a mettersi a nudo con le proprie convinzioni più profonde, le paure, le contraddizioni.

Nel corso di una ideale settimana, ecco realizzarsi il cambiamento: Mike si scopre meno razzista e davvero addolorato per il gesto compiuto, Danny, invece, a dispetto dei convincimenti liberali, è meno tollerante e disposto a perdonare di quanto lui stesso inizialmente pensasse.

E le certezze cadono man mano, perdono forza e consistenza insieme alla lunghezza degli interventi: i monologhi iniziali cedono il passo a battute sempre più brevi che ospitano la voce dell’altro, danno spazio alla sua prospettiva.

Un bell’esempio, questo, dato dalla drammaturgia alla vita e all’opinione pubblica che vuol essere democratica.

“Cherry Docs” presenta, in fondo, l’ennesima versione del classico gioco delle parti, ma più vero: perché Mike e Danny mostrano le debolezze e i fragili confini tra buoni e cattivi, e la trama li lascia in bilico tra reale natura personale e ruolo sociale, limes sottile che tiene in scacco ciascuno di noi.

“Cherry Docs” è un testo necessario, in una società che registra sempre maggior numero di casi xenofobi e un aumento di giovani che si dichiarano neo-nazisti. Un testo scritto, dichiara l’autore in un’intervista, senza preoccuparsi di non urtare la sensibilità di qualcuno, ma per esplorare tematiche importanti. Perchè ciò che all’autore interessava era mettere in luce “l’incredibile percorso di conversione vissuto da qualcuno che da convinto razzista passa a posizioni più pacate e razionali”.
 
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